Un incontro d’AmorE di Antonio Capolongo

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Un incontro d’AmorE di Antonio Capolongo
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Perché spezzare un fiore mentre sta nascendo?
Erano trascorsi solo nove giorni da quando Sofia e Marcello si erano dati il primo bacio… si erano dichiarati eterno amore, che accadde un evento del tutto inaspettato.
Sofia comunica a Marcello che non è più possibile che si vedano: «Noi due non possiamo più né vederci né sentirci». Lui la implora di incontrarlo ma lei è irremovibile.
Marcello è in preda alla disperazione, per tutta la notte cerca, invano, di mettersi in contatto con lei mentre vaga per le strade della città.
Non riesce a trovare alcun nesso logico. Quale motivo può spingere una donna, innamoratissima, ad allontanarsi dall’uomo al quale ha dichiarato eterno amore, e dal quale riceve un amore estatico di rara intensità?
Marcello saprà, solo dopo, “chi ha spezzato quel fiore”, chi li ha divisi.
La mano che osò fare un tale gesto fu quella di Viviana, la sorella maggiore di Sofia. Viviana, grazie al suo forte ascendente sui genitori, riesce ad ottenere una vera e propria reclusione per l’inerme Sofia, costretta non solo a vivere lontana dal suo Marcello, ma anche a subire angherie ignobili. Viviana, infatti, superando ogni immaginazione, obbligherà Sofia a “ritornare” sul vecchio sentiero della sua vita.
Questo appena raccontato è l’episodio centrale del romanzo, da cui si snodano tutte, o quasi, le vicende dei due innamorati.
Un incontro d’AmorE è un romanzo d’amore, di libertà e di lotta. Quest’ultimo argomento diventa, in questa storia, propedeutico agli altri due. Sofia e Marcello si ritrovano a lottare, loro malgrado, contro i pregiudizi, le convenzioni sociali e i retaggi culturali che emettono, quasi sempre, sentenze senza possibilità di appello.

Estratto dal romanzo Un incontro d’AmorE

È una serata molto fredda, Sofia è tutta imbacuccata… indossa un piumino che la avvolge fin quasi ai piedi, intorno al collo un‟ampia sciarpa nera.
Sofia esce dall‟auto, Marcello non la vede da tantissimo tempo, s‟incanta a guardarla… quei movimenti, quel sorriso, quegli occhi.
«Sofia prima di andare verso Marcello si toglie la sciarpa, la lancia sul sedile ma ne lascia, involontariamente, un lembo fuori che s´incastra nella chiusura della portiera. La riprende per poggiarla di nuovo e ... e lei si muove con la grazia di sempre, mentre il vento le scompiglia i bellissimi capelli ondulati. Marcello la osserva esterrefatto, lei danza mentre muove quei pochi passi, il suo volto emana una luce abbagliante, è sorridente e non stacca lo sguardo da lui.»

Sofia entra in auto, è tremolante dal freddo, si abbarbica al collo di Marcello, lo abbraccia con tutto il vigore possibile e lui la ricambia con eguale intensità.
«Lasciati guardare… oh! Quanto tempo, quanto tempo è passato, non vedo il tuo viso da un‟infinità di tempo, posso accarezzarlo. Ti ho ritrovata.»
«Sei bellissimo Marcello.»
Intanto gli accarezza ogni parte del viso… il naso, gli occhi, le guance, le orecchie, la bocca, passa la sua mano vellutata fra i capelli di Marcello, viene ipnotizzata dai suoi lucenti occhi azzurri che oggi risplendono grazie a un‟energia aggiunta.
«Sofia, oggi abbiamo gettato un ponte lungo tre mesi» ribadisce Marcello.
I due innamorati si guardano incantati, sono l‟uno di fronte all‟altra a distanza di pochi millimetri, le loro labbra si sfiorano, i loro corpi fremono voluttuosi di fondersi ma rimangono lì immobili, pietrificati. Intorno a loro imperversa una bufera di vento frammisto a pioggia che sembra far riecheggiare la bufera metaforica che li ha colti di sorpresa tre mesi prima. Questa sorta di tempesta è ora così presente per dare l‟ultimo saluto o per rammentare che può scatenarsi nuovamente sotto altre forme? Il timore del domani attanaglia le tormentate menti dei due amanti.
«Marcello, cosa accadrà a noi due?»
«Pensiamo all‟oggi, riusciremo a pensare anche al domani.»
A rompere quest‟unione che li fonde e li trasporta a riflettere con profondità sulla loro vita è lo squillare del cellulare di Sofia… è Roberto che la cerca. Lei, per tema di domande cui non può rispondere, lo lascia squillare.
«Devo andare.»
«No, rimani con me, il tuo posto è accanto a me esattamente come il mio è accanto a te, non lasciarmi.»

Antonio Capolongo è nato a San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli, nel 1968. E’ laureato in Economia e Commercio e lavora presso una società per azioni ma il percorso “logico” non ha occupato tutta la sua vita... La passione per la scrittura affiora in lui nell’anno 2007, quando incomincia a dedicarsi sia alla prosa che alla poesia. Riguardo a quest’ultima, sin dal primo approccio, rimane affascinato dal verso endecasillabo. Ha composto infatti vari sonetti, alcuni dei quali presenti in diverse antologie poetiche.
I libri che accolgono le sue poesie:
- La fanciullezza vedo sorridere e danzare (Myricae. Collana di poesia contemporanea ispirata ai temi della poetica pascoliana), Editrice Zona - Arezzo;
- Castelli, magico mondo…, edito dal sito Budur info – Ariccia;
- Antologia Premio Laurentum 2010 – Roma;
- Il Mare, casa editrice Il Ginepro – Cagliari;
- Antologia Mario Dell’Arco 2011, Accademia G.G. Belli - Roma;
- Le Poesie di IoRacconto, AssoPiù Editore – Firenze;
- Come un granello di sabbia, PensieriParole – Padova;
- I quasi adatti - Istituzione Biblioteche del Comune di Parma, edito da ilmiolibro it Gruppo Editoriale L'Espresso Spa – Roma.
In merito alla prosa, oltre ad Un incontro d’AmorE che è il suo primo romanzo, pubblicato dalla Arduino Sacco Editore, ne ha scritto un altro, ora al vaglio della casa editrice.

€ 15.00

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Annuncio pubblicato il 12/09/2011, da: Antonio Capolongo  -  capolongoantonio@libero.it
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